Assaggiamo Préaris Blond, Hof Ten Dormaal Saison e Witgoud

Vliegende Paard Brouwerij – Préaris

 

L’impressione, quando ho conosciuto Andy Dewilde, Mastro Birraio ed inventore delle Préaris, è stata di aver a che fare con una persona discreta, concreta ed apparentemente timida per quanto creativa. Ed è esattamente la stessa idea che ci si fa delle sue creazione birrarie dopo i primi assaggi, per quanto nella gamma non manchino prodotti particolari. Dopo diversi successi come homebrewer a livello nazionale (in Belgio, non proprio un posto qualsiasi quanto a birra), nel 2011 decide di rimanere beerfirm e sceglie di affidare la produzione al birrificio “Proef”. Arriva in pochi anni ad esportare fuori dal Belgio ed oggi abbiamo la possibilità di gustarci le sue birre, a Torino da Tripel B. Le birre di Andy sfuggono alle definizioni e sono aa cavallo tra stili più tradizionali ed interpretazioni moderne.

 

 

Bevi con il Mastro Birraio - Vliegende Paard Brouwers - Préaris | Da Tripel B la birra belga a TorinoPréaris Blond (6%)

 

A conferma di ciò ci dedichiamo al prodotto di entrata della gamma di Vliegende Paard. La Préaris Blond è infatti una Ale da 6% alc,. non propriamente in stile Belgian. Servita nel bicchiere si presenta con una leggera torbidità, colore dorato scarico e coperta da un bel cappello di schiuma bianca di discreta persistenza. Già all’occhio si nota una decisa frizzantezza.

 

Appena versata si sprigionano buoni aromi fruttati: il luppolo dona notevoli note agrumate e spiccati sentori di scorza d’arancia, mandarino ed un po’ di frutti tropicali. Presente anche un accenno fruttato, tipo banana e speziato (coriandolo), dal lievito. Scaldandosi trova posto anche il malto, con note questa volta di pane dolce.

 

In bocca c’è una buona corrispondenza: rimane l’agrumato con il mandarino e compare un gusto più citrico con un filo di acidità che dal luppolo arriva anche più erbaceo e terroso. Il tutto è ben bilanciato da note di miele e sostenuto da un corpo più che sufficiente. La buona gasatura veicola al meglio aromi a gusti. Il finale è un ottimo mix agrumato, leggermente speziato e acidulo che dona freschezza e in cui un amaro ed una secchezza mai eccessivi ma dominanti, invogliano alla quasi scontata bevuta successiva.

 

 

Hof ten Dormaal

 

 

Questa volta siamo di fronte ad un birrificio con una storia diversa: in questo caso l’homebrewing non è stata anticamera, la vera leva è stata l’idea di creare quello che da noi (al di là delle definizioni legali) definiremmo un birrificio agricolo, a chilometro zero. E tutto puntando sulla sostenibilità dal punto di vista ecologico e naturale.

Hof Ten Dormaal è un’azienda agricola che ad oggi utilizza il proprio bestiame per arare i campi in cui produce luppolo ed orzo autonomamente e che punta a sperimentare con decisione rispetto alla consueta tradizione brassicola belga.

 

Saison (5,5%)

 

Una buona parte della gamma di prodotti di Hof ten Dormaal è caratterizzata di una freschezza dovuta ad un pizzico di dissetante acidità. La Saison da 5,5% alc., prodotta con aggiungendo all’orzo, frumento e farro ne è uno degli esempi più azzeccati. Il colore rispetta i canoni dello stile, con bel dorato carico e, dalla bottiglia, con una a limpidezza. Poco più di un velo di schiuma bianca, poco persistente.

 

Gli aromi dicono soprattutto fieno ma anche erbaceo e terroso; percepibile il lievito così come il malto pale con aroma di pane. Presente anche una non trascurabile componente fruttata che vira al limone.

 

Al palato si arricchisce con altre senzasioni: secca aspra e pastosa, ritroviamo il limone ma anche ribes e uva. Sempre ben presente il malto. Il corpo è medio e stessa cosa si può dire della carbonazione. Rinfrescante nel suo passaggio al palato, chiude secca ea un po’ amara e rivela una certa persistenza. Una birra che non fa dell’eleganza stilistica la sua caratteristica principale ma che non fa rimpiangere per nulla tutta la freschezza necessaria in una saison.

 

 

Degustazione Birra Belga e Formaggi Francesi da Sivuple il 14 AprileWitgoud – Whitegold (8%)

 

 

A dispetto del nome (che si riferisce alla specie di cicoria, in Italia conosciuta come Indivia belga) si presenta quasi ambrata (si tratta di una Belgian Strong Ale da 8% alc.), bella frizzante e con cappello di schiuma ben presente e persistente ed un po’ grossolana.

 

L’aroma è prevalentemente fruttato, si trovano note di limone ed albicocca ma anche il lievito col tipico speziato; presente anche qualche sentore vegetale.

 

La cicoria infatti non è presente solo nel nome ma anche nel processo di fermentazione. Il gusto ne è piacevolmente condizionato e s’intuisce il tentativo del birraio di sostituire una parte della componente amaricante del luppolo con questo famoso vegetale. L’ingresso in bocca è però maltato e discretamente dolce e dice caramello; arrivano poi note fruttate decise (da lievito) e che si mischiano a gusti un po’ più funky che tendono all’acidulo. Da metà bevuta diventa chiara la presenza della cicoria con un’amarezza vegetale ben riconoscibile. Il corpo è medio e nel complesso gli 8% alc. sono molto ben nascosti. Regala un buon finale, lungo e sospeso tra un gusto amaro, ancora supportato

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