Le birre di Brussels Beer Project a Torino

Aria Nuova a Brussels

Il mondo della birra Belga è spesso legato alla tradizione e ad antiche ricette che si tramandano di generazione in generazione (basti pensare alle Trappiste che affondano le radici al medioevo!) ed affinate secondo i principi delle Brewery guidate dalla loro passione. Ma c’è una giovane realtà (nasce nel 2013) che è in grado di contestualizzare la grande tradizione (e le antiche ricette) in una Brussels sempre più cosmopolita ed in continua evoluzione e soprattutto contestualizzarle ai giorni nostri, contraddistinti dalla cultura del condividere e co-creare.

 

 

Loro sono giovani, e sono fieri di esserlo! Il nome del progetto è BBP/ BRUSSELS BEER PROJECT, e si pone l’arduo intento di portare una ventata di aria nuova nel mondo della birra belga. Finora i numeri dicono che hanno centrato in pieno il loro obiettivo! In meno di due anni le loro creazioni si potevano già trovare in più di duecento bar e ristoranti di Brussels e in oltre venti paesi d’Europa, affermandosi cosi nel selettivo mondo della birra Belga. E i numeri sono in continua crescita.

 

Le birre di Brussels Beer Project a Torino

L’idea di rompere con la rigidità della tradizione si percepisce immediatamente dalle etichette, caratterizzate da grafiche contemporanee e minimali. Inoltre, a differenza di molti altri birrifici, i ragazzi di Bruxelles hanno fatto la scelta (molto apprezzabile) di dare tante informazioni sulle etichette, indicando gli ingredienti che vanno oltre quelli classici (acqua, malto, luppolo, lieviti) e l’impatto sul gusto che ogni ingrediente imprime alla birra. Ma il cambiamento è più profondo e va oltre le bottiglie. Tutta la loro produzione è caratterizzata da collaborazioni, con addetti ai lavori e non!

 

La ricetta della co-creazione: crowdfunding e pop-up beer

 

Tutto questo è stato possibile anche grazie ad una campagna di crowdfunding, #BeerForLife, che ha dato vita ad una comunità di oltre duemila sostenitori. Ma non è solo il supporto economico a “finanziare” il loro entusiasmo, come loro stessi affermano, quanto la partecipazione e le energie positive che questa comunità riesce a trasmettere.

 

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La chiave sta nel coinvolgimento e nella co-creazione: i sostenitori contribuiscono attivamente alla selezione delle birre che saranno destinate alla produzione su larga scala. Ogni anno, infatti, oltre alle cinque birre prodotte con continuità, sono prodotte più di dieci nuove pop-up beer cioè delle birre in edizione limitata, che ad esaurimento scorte diventano zombie beer, cioè birre non più prodotte che però prima o poi possono riapparire!

 

In più, ogni anno creano quattro proposte di birra con lo stesso stile e le sottopongono al parere della “community of Brussels’ beer lovers” che ha partecipato al crowdfunding: solo una diventerà permanente e sarà promossa dalla fase sperimentale alla produzione con continuità e alla commercializzazione su larga scala. Quest’anno, ad esempio, la sfida per la loro nuova Session IPA è stata vinta dalla Red My Lips!

 

“LEAVE THE ABBEY, JOIN THE PLAYGROUND!

 

Il loro motto è abbastanza chiaro e si traduce nella pratica con l’apertura della loro nuova “Urban Brewery” in piena città a Brussels, in rue Dansaert 188, dove invitano birrai da tutto il mondo per sperimentare con loro e “ridefinire i confini” della birra.

 

Co-creation is about meeting & sharing, so let’s connect!

brussels-beer-project-editorsjpgL’invito non è rivolto solo ai mastri birrai ed anzi suona come un’esortazione: “Co-creation is about meeting & sharing, so let’s connect!” – “la co-creazione vuol dire incontrarsi e condividere, quindi mettiamoci in contatto!”. Tutti sono invitati nella tap room della loro innovativa brewery a scoprire le loro “bombe di gusti”, che si declinano in più di 20 nuove ricette e oltre 750000 bottiglie prodotte ogni anno.

 

 

Gli Editors, una band inglese indie rock, lo ha fatto: hanno passato tanto tempo insieme nella loro Brewery ed assieme hanno sviluppato la Salvation, una Earl Grey Dark Ale che si abbina perfettamente alle loro canzoni. Quella con il mondo della musica è solo una delle contaminazioni (bizzarre) che caratterizzano la produzione BBP, contaminazioni che vanno dalle rielaborazioni in chiave moderna di antiche ricette (Babylone su tutte) agli omaggi al mondo del cinema, come il nome di una giovane Zombie beer: TU MI TURBI!

 

 

 

 

 

 

 

Le birre “All Stars” di Brussels Beer Project

Le “All Stars” sono le creazioni che sono state apprezzate così tanto da entrare nella produzione regolare mensile di Brussels Beer Project. Da TripelB le abbiamo tutte, e vi assicuriamo che sono favolose.

 

Delta Ipa (Belgian IPA 6,5%)

La prima birra del BBP, eletta a birra permanente nell’estate del 2013, battendo i tre prototipi con cui competeva (alfa, beta e gamma). Delta porta in un viaggio tropicale con le sue note di litchi e frutto della passione prima di colpire con la sua amarezza rinfrescante e dissetante.

 

Grosse Bertha (Belgian Hefeweizen, 7%)

Ha superato nel 2014 le altre tre birre di frumento con le quali competeva per aggiudicarsi un posto tra le birre permanenti. Proveniente direttamente dalla Baviera e dal suo Oktoberfest, ha sedotto il sig. Tripel di Bruxelles con le sue curve ben arrotondate calde – Prost !!

 

Dark Sister (Dark IPA, 6,66%)

Nasce come una birra di Natale. L’idea alla base era creare qualcosa di diverso rispetto alle classiche birre speziate e ad alta gradazione e così è nata la “gemella cattiva” di Delta: una Delta in cui i malti tostati ne scurissero l’anima. Originariamente una delle “Pop Up” divenuta “Zombie Beer”, ma il pubblico è stato così entusiasta che non sono più riusciti a smettere di farla!

 

Babylone (Bread Bitter, 7%)

A Babilonia nel 5000 a.C. si beveva una bevanda a base di pane fermentato. Qualche migliaio di anni più tardi, il BBP ha creato una deliziosa birra in dry-hopping in cui il lievito è sostituito dal pane raffermo. Un bel progetto di sostenibilità visto che il pane è recuperato dai negozi e ristoranti di Bruxelles prima di essere smaltito.

 

Red My Lips (Session IPA 4,7%)

Colore ambrato, molto ricca di gusto e con note di frutti rossi. Nel 2016 ha vinto nettamente il ballottaggio con altre tre session IPA di Brussels Beer Project ed è pronta ad essere sorseggiata. E’ la più recente fra le birre prodotte regolarmente dai ragazzi di Brussels Beer Project!

 

 

Le Birre “Pop Up”

 

Sono le birre che vengono prodotte solamente in edizione limitata, e che vengono poi sostituite presto da altre “Pop Up”. Queste elencate sotto sono le birre ancora disponibili da noi in Tripel B: la I Like It Bitter e la Cheeky Camille sono già uscite di produzione per BBP e anche da noi le scorte iniziano a scarseggiare. É  bene approfittarne finché sono disponibili!

 

I like it bitter (Imperial IPA, 8,1%)

Nessuna concessione, IBU = 70!! Se non ti piace il gusto amaro stanne alla larga!

 

Cheeky Camille (Camomille Red Ale, 5,2%)

Nasce dalla collaborazione con il birrificio Kaapse, direttamente da Roetterdam. Una Red Ale con infuso di camomilla che regala al naso e al palato un rinfrescante sentore di bouquet floreale.

 

Morning Sunshine (Multicereal Ale, 5,7%)

“Morning Sunshine” è il classico “buongiorno!” detto con entusiasmo. Con lo stesso entusiasmo accogliamo questa nuovissima birra multicereale con fresche note di lampone – se c’è l’English Breakfast e il Continental Breakfast, perché non istituire un Belgian Breakfast?

 

Maori Tears (Single Malt Single Hop Barrel Aged, 6,3%)

la Maori Tears (Single Malt Single Hop Barrel Aged, 6,3%), la loro prima birra Barrel Aged, barricata in botti di Quercia (vino Dornfelder) e con un singolo luppolo neozelandese (Wakatu), da cui il nome. La Maori Tears è una birra “pop up”, per cui è disponibile in edizione limitata di sole 800 bottiglie in totale, e solo 24 di queste meravigliose birre belghe sono a Torino. Prima che vadano a ruba, le potrete trovare da Dash Kitchen il 20 Ottobre!

 

 

 

Le birre Zombie

 

Sono le birre Pop Up che avete potuto assaggiare in passato da Tripel B e che ora sono uscite di produzione. Siamo sempre un po’ tristi quando succede, ma i ragazzi di Brussels Beer Project hanno pensato anche a questo: ogni tanto le fanno rientrare in produzione! E vi possiamo già anticipare che una di queste Zombie…probabilmente sta per tornare!

 

Tante Tatin (Apple Quadrupel, 11,2%)

Letteralmente Zia Tatin allude ad una mitica torta alle mele nata da un errore e oggi famosa in tutto il mondo; ma perché la zia e la torta di mele? Perché per le feste di Natale c’è sempre una simpatica zia che ti prepara qualcosa di buono e se poi si tratta di una birra con note decise di mele e caramello il gioco (di parole) è fatto!

 

Salvation (Belgian Porter, 5,3%)

Nasce dalla collaborazione con gli Editors (band inglese, genere Indie Rock). In questo caso sono le note delle loro canzoni, ascoltate mentre si metteva a punto la ricetta, a ispirare il tocco innovativo di questa birra. La band è stata presente molte volte nel birrificio-laboratorio del BBP: un music pairing che porta alla Salvezza!

 

Princess Jasmine (Witbier orientale, 5,3%)

E’ una Blanche Orientale che combina l’esotismo orientale con la tradizione. Anche Aladdin si è innamorato di questa birra di frumento, con infusione di tè Jasmine, bucce di arancia e semi di finocchio.

 

 

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